Autismo e Posture strambe

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Guida alle posizioni incomprensibili (ma funzionali) del corpo neurodivergente

di Francesca Mela

Illustrazione in stile anime realistico raffigurante un ragazzo dai capelli neri lunghi, seduto su una sedia di legno in una stanza calda e accogliente. Indossa una felpa nera con cappuccio e pantaloni scuri. È seduto in modo non convenzionale: una gamba piegata sotto il corpo, l’altra rilassata, i piedi nudi. L’espressione è concentrata, quasi pensierosa. Sullo sfondo, una libreria, una scrivania con pianta e lampada accesa creano un’atmosfera intima e domestica.

Molte persone autistiche hanno una caratteristica che salta all’occhio e che non smette mai di sorprendere chi guarda da fuori:
stanno in posizioni strane.
Quando dormono, quando pensano, quando aspettano il treno o stanno seduti a scuola.

Il corpo autistico non sempre riesce a stare nei canoni della postura “neutra”, “corretta”, “funzionale”.
Perché neutro non vuol dire nulla, purtroppo, se il sistema nervoso è troppo attivato, o troppo disconnesso, o troppo tutto. (e abbiamo visto quanto succede quotidianamente)
Allora si adatta. Trova un angolo in cui si sente vivo.
Trova una posizione che dà pressione, sollievo, contorno, respiro.

Stanno rannicchiatə con un piede sotto il sedere.
Hanno le mani sotto il mento, le ginocchia contro la bocca o le gambe in verticale appoggiate alla parete -o, nel mio caso, il soffitto, perchè dormo in un sottotetto-.
Siedono con il bacino di traverso, o si sdraiano per terra senza preavviso. È per regolarsi.

Io ho posizioni strambe per ogni occasione e per me hanno la funzione di rendermi presente. Ci sono. Connessa. Perché spesso siamo solo orientati altrove.

A chi guarda da fuori può sembrare solo una stramberia posturale.
Ma per chi la vive, quella posizione può fare la differenza tra il panico e la calma.
Tra il DEFCON 1 e la sopravvivenza.

🔬 Cosa c’è dietro le posture “strane” degli autistici?

Illustrazione in stile anime raffigurante un ragazzo con lunghi capelli bianchi, seduto su un divano inondato dalla luce del sole. È completamente avvolto in una coperta bianca con motivi geometrici, lasciando scoperti solo il viso e le mani. Tiene un libro rosso tra le mani, che legge con sguardo assorto e silenzioso. L’atmosfera è calda, protettiva, da tana domestica.

Stare in piedi, seduti, sdraiati.
Sembra facile. Sembra automatico.
Ma per molte persone autistiche, la postura è una forma attiva di autoregolazione, perché il corpo è sottoposto a una valanga di stimoli, dentro e fuori.
E non sempre riesce a “stare composto” mentre regge tutto questo.

Per capire perché certe posizioni ci salvano, bisogna guardare cosa succede dentro.

[Prima di proseguire nella lettura: ci sono diversi modi in cui siamo fatti, diciamo che sono le basi da cui partiamo. ma non siamo sempre uguali a noi stessi. Cambiamo, anche nell’arco di una giornata, di un’ora. Ci sono momenti in cui lo stress, l’allegria, la rabbia, un suono, un ricordo, una consistenza etc. cambiano il modo in cui percepiamo e processiamo. E conta anche ovviamente dove siamo, cosa stiamo facendo, l’umore, lo stato di salute etc.

Esempio: io ho sempre questo problema per cui se guardo in alto mi vengono le vertigini e rischio di perdere i sensi, ma solo a volte, quando sono più sotto stress, gli odori mi colpiscono di più. Quando sono malata non sento quasi nulla.]


1. Il sistema vestibolare

(quello che ti dice se stai in piedi, a testa in giù, o sul punto di cadere – anche se non ti muovi)

Il sistema vestibolare è una rete di sensori interni, situati nell’orecchio interno, che serve a dirci:

  • dove siamo nello spazio
  • se siamo in equilibrio
  • se ci stiamo muovendo o stiamo fermi
  • e quanto il nostro corpo è inclinato, anche solo di pochi gradi

Nelle persone autistiche, questo sistema può essere alterato o altamente sensibile, portando a risposte posturali poco comprensibili da fuori — ma perfettamente logiche dal punto di vista del corpo.


🌀 Quando è ipersensibile

Il sistema vestibolare percepisce ogni minimo spostamento come eccessivo o instabile.
Risultato:

  • vertigini anche da fermi
  • fatica a guardare in alto o in basso senza perdere l’orientamento
  • disagio su scale, autobus, tappeti mobili, barche
  • bisogno di stare attaccatə a qualcosa, o in posizioni molto “basse” (accovacciatə, rannicchiatə, sedutə per terra)

🪁 Quando è iposensibile

Il corpo non percepisce abbastanza il movimento.
Per sentirsi, ha bisogno di:

  • dondolarsi
  • sbilanciarsi
  • muoversi da una posizione all’altra continuamente
  • fare gesti ripetitivi (saltare, ruotarsi, oscillare)

Spesso questo porta a:

  • posture in continua variazione
  • posizione “stramba” come strategia per ricordarsi dov’è il corpo

🎛️ Quando è disregolato

Il sistema vestibolare oscilla tra iper e ipo-sensibilità.
A volte tutto gira, a volte non si sente nulla.
Il corpo risponde cambiando spesso posizione
non per noia o agitazione, ma per compensare.

Questo può generare:

  • posture “non sostenibili” mantenute troppo a lungo
  • bisogno di ancorarsi a oggetti (pareti, angoli, mobili)
  • ricerca continua del “punto giusto” che cambia ogni dieci minuti

🧭 In sintesi:

Il sistema vestibolare è una specie di livella interna.
Quando è disallineata, il corpo si muove o si storce per trovare l’equilibrio.
Non è mancanza di disciplina.
È il tentativo di non cadere — anche quando nessuno ti vede vacillare.


2. La propriocezione

(Il senso dimenticato che ti dice dove sono le ginocchia mentre parli di tutt’altro.)

La propriocezione è il senso interno che permette di percepire la posizione e il movimento del proprio corpo nello spazio, anche a occhi chiusi.

È quello che ti fa sapere:

  • se le tue braccia sono alzate o abbassate
  • se stai sedutə dritta o storta
  • dove sono i piedi quando non li guardi
  • e quanto stai premendo col piede sull’altro

In molte persone autistiche, la propriocezione è alterata: può essere poco percepita, troppo intensa o mal distribuita.
Il risultato è che il corpo si regola attraverso le posture — e lo fa in modo creativo.

👉 Dentro la parola “propriocezione” ci sono tanti sensi diversi. Clicca qui.

qui uso “propriocezione” come un grande scatolone. Dentro ci mettiamo anche altri sensi come:

  • Cinestesia (movimento)
    Segnala: se e come ti stai muovendo.
    Posture tipiche: dondolarsi, oscillare, muovere le gambe da sedutə, camminare avanti e indietro.
  • Senso articolare
    Segnala: la posizione delle articolazioni (se il ginocchio è piegato, se il braccio è alzato).
    Posture tipiche: annodarsi, piegarsi in modo estremo, tenere arti in posizioni “strane” per sentirli meglio.
  • Forza muscolare
    Segnala: quanta forza stai usando nei movimenti.
    Posture tipiche: rigidità (tensione eccessiva), posture “molli” e afflosciate, bisogno di premere forte contro superfici.
  • Pressione profonda
    Segnala: la sensazione di contenimento data da contatto e peso.
    Posture tipiche: sedersi sulle mani, stringere gambe e braccia, rannicchiarsi, appoggiarsi a muri o oggetti.
  • Equilibrio statico (propriocezione + vestibolare insieme)
    Segnala: la capacità di stare fermə in una posizione.
    Posture tipiche: cambiare continuamente appoggio, stare in pose asimmetriche, cercare punti di contatto per stabilizzarsi.
🌫️ Quando è ipo-percepita

Le informazioni sulla posizione del corpo arrivano poco o in ritardo.
Allora il corpo:

  • cerca pressioni forti per “sentirsi”: sedersi sulle mani, stringere le gambe, tenere i polsi sotto al mento
  • assume posture che creano attrito o contatto costante con superfici
  • si annoda, si incastra, si rannicchia → per sapere che c’è

🔊 Quando è ipersensibile

Ogni piccolo movimento viene percepito in modo troppo intenso.
Il corpo reagisce irrigidendosi o bloccandosi:

  • sta fermo in posture che sembrano innaturali ma servono a “difendersi”
  • evita i movimenti fluidi → preferisce posizioni statiche e raccolte
  • sente disagio se non ha il corpo “sotto controllo”

🔄 Quando è disregolata

Ci sono parti del corpo che si sentono troppo, altre quasi per niente.
Il corpo allora:

  • adotta posture asimmetriche (una gamba piegata, l’altra no)
  • cambia spesso appoggio o posizione, cercando un equilibrio che cambia
  • cerca anelli chiusi: incrocia caviglie, stringe braccia, chiude il corpo intorno a sé

📍 In sintesi:

In sintesi: la propriocezione è una mappa interna. Se è sfocata o troppo rumorosa, il corpo inventa posture creative per ritrovarsi.

3. L’interocezione

(Il senso che ti dice cosa succede dentro il corpo – e a volte tace, a volte urla.)

L’interocezione è il sistema che raccoglie i segnali interni: fame, sete, dolore, bisogno di andare in bagno, caldo, freddo, battito, respiro.
È ciò che ti permette di sapere “ho sete” o “mi fa male la pancia” senza doverci pensare troppo.

👉 Dentro la parola “interocezione” ci sono tanti sensi diversi. Clicca qui.

qui uso “interocezione” come un grande scatolone. Dentro ci mettiamo anche altri sensi interni come:
Nocicezione (dolore)
Segnala: dolori interni, crampi, mal di testa, botte.
Posture tipiche: rannicchiarsi, tenersi la pancia, comprimere con cuscini, piegarsi in avanti.
Termocezione (caldo/freddo)
Segnala: temperatura interna ed esterna.
Posture tipiche: una gamba fuori dalle coperte, avvolgersi come burrito, sdraiarsi sul pavimento fresco.
Sensibilità viscerale
Segnala: pienezza di stomaco, bisogno di urinare, nausea.
Posture tipiche: piegarsi, premere le mani sulla pancia, stare accovacciatə.
Cardiocezione
Segnala: battito cardiaco (forte, veloce, irregolare).
Posture tipiche: portarsi le mani al petto, stringersi in posture contenitive, sdraiarsi a terra per “abbassare il ritmo”.
Respirazione
Segnala: fame d’aria, oppressione, ritmo irregolare.
Posture tipiche: sedersi piegatə in avanti, mani dietro la nuca, sdraiarsi a pancia in su con braccia aperte.
Osmorecezione
Segnala: sete, disidratazione, squilibrio dei fluidi.
Posture tipiche: leccarsi le labbra, posture languide o afflosciate, ricerca di contatto freddo.
Chemiocezione interna
Segnala: variazioni di zuccheri o ossigeno (energia/stanchezza).
Posture tipiche: sdraiarsi di colpo, “posizioni da crollo”, stare appoggiatə per non cedere.

Insomma, non è un solo “senso”, ma un sistema di sensi interni che lavorano insieme.


🌫️ Quando è ipo-percepita

I segnali interni arrivano poco o in ritardo. Non ti accorgi di avere sete, fame o dolore.
Allora il corpo:

  • si rannicchia o si stringe per “dirlo” al posto tuo
  • comprime la pancia o il petto con mani, braccia, cuscini
  • assume posture protettive senza motivo apparente → in realtà sta segnalando un bisogno
🔊 Quando è ipersensibile

Ogni segnale viene percepito in modo amplificato: la fame brucia, il battito rimbomba, il dolore diventa enorme.
Il corpo allora:

  • si chiude in posture compatte (abbracciarsi, ginocchia al petto)
  • cerca superfici dure o cuscini per premere e contenere
  • si sdraia improvvisamente → spegnere il “rumore interno”
🔄 Quando è disregolata

A volte niente, a volte troppo. I segnali oscillano senza logica apparente.
Il corpo allora:

  • cambia posizione di continuo, apparentemente senza motivo
  • alterna chiusura e apertura, come se non trovasse mai pace
  • si stringe o si piega di colpo → il corpo sapeva già che qualcosa non andava
📍 In sintesi:

L’interocezione è la voce interna del corpo.
Se parla troppo piano, troppo forte o in modo confuso, il corpo traduce quei segnali in posture strambe.
Da fuori sembrano goffaggini, da dentro sono strategie di sopravvivenza.

🪁 4. Il tono muscolare

(Quando i muscoli non fanno il loro mestiere da soli e il corpo deve inventarsi qualcosa.)

Il tono muscolare è la tensione di base che i muscoli mantengono anche a riposo, per permetterti di:

  • stare sedutə senza scivolare
  • tenere la testa su senza pensarci
  • restare in piedi senza oscillare come un filo di grano al vento

In molte persone autistiche, il tono muscolare non è stabile.
Fluttua. O non si attiva nel modo giusto.
E allora il corpo non si “regge da solo”.
Oppure si irrigidisce troppo.
Risultato? Posture apparentemente assurde, che in realtà sono tentativi di trovare una tenuta.


🫠 Quando è ipotono (tono troppo basso)

I muscoli sono troppo rilassati.
Il corpo si affloscia, si piega, si sdraia, si scioglie.
Mantenere una posizione “corretta” richiede una fatica enorme.
Come se ogni volta che ti siedi dovessi tenerti in piedi dentro.

Tipiche posture:

  • seduti a “mezza sdraio”
  • busto appoggiato sul banco
  • testa sulle braccia
  • sdraiati senza forza né intenzione

🪨 Quando è ipertono (tono troppo alto)

I muscoli sono costantemente in tensione.
Anche da fermi. Anche mentre si cerca di dormire.
Il corpo si chiude, si irrigidisce, si comprime.
Come se si preparasse a qualcosa di minaccioso anche nel silenzio.

Tipiche posture:

  • gambe serrate, braccia incrociate, spalle alzate
  • mandibola contratta
  • postura “in difesa”, come se si dovesse sopportare qualcosa

🌊 Quando il tono è instabile (fluttuante)

Il tono cambia continuamente, da troppo poco a troppo.
Il corpo non sa mai come stare, quindi continua a spostarsi.
Posture che si modificano ogni due minuti.
Posizioni strane che sembrano instabili ma sono le uniche sostenibili.


🧷 In sintesi:

Il tono muscolare è il sostegno invisibile.
Quando non c’è, o è troppo, il corpo lo rimpiazza con strategie sue: si scompone, si rannicchia, si appoggia, si tende. Ma non si arrende (mi piaceva la rima)


🧠 5. Sovraccarico cognitivo e corpo che cede

(Quando la mente è troppo occupata per occuparsi anche della postura.)

Il corpo e la mente non lavorano separati.
Quando il cervello è impegnato a decodificare, controllare, trattenere, adattarsi
il corpo passa in secondo piano.
Diventa una specie di backstage di cui ci si accorge solo quando cala il sipario.


🔥 Cosa succede nel cervello:

In molte persone autistiche, anche una situazione “normale” comporta:

  • decodificare segnali sociali (tono di voce, espressioni, sottintesi)
  • inibire comportamenti spontanei (stim, suoni, gesti)
  • monitorare il proprio comportamento (“sto facendo una faccia strana?”, “sono troppo invadente?”)
  • gestire la sensibilità sensoriale (luci, rumori, odori, temperatura)
  • evitare il panico o il meltdown

Insomma, funziona tutto a pieno regime.
E quando il cervello è troppo occupato a stare al mondo, non resta energia per stare anche “composti”.


💺 E cosa fa il corpo?

Il corpo fa quello che può…
Cede.
Si rilassa a metà.
Si appoggia a caso.
Si rannicchia.
Si accascia.
Assume posture apparentemente disordinate, ma perfettamente sensate in quel momento.


🌀 Tipici segnali:
  • sedersi storti mentre si parla (perché stai “reggendo” la conversazione)
  • sdraiarsi in posizioni inconsuete dopo una giornata sociale
  • cercare pareti, spigoli, supporti per scaricare
  • non rendersi conto della postura finché qualcuno non la fa notare

🧠 In sintesi:

La postura neurodivergente non è distrazione.
È una redistribuzione dell’energia mentale.
Il corpo cede perché sta aiutando la mente a reggere.
E quando entrambi sono allo stremo, si sdraiano insieme. Come possono.

Insomma, non è una questione di educazione o di impegno.
È una strategia neurofisiologica.
Il corpo cerca:

  • pressione profonda
  • contenimento
  • scarico
  • protezione
  • oppure un modo per non esplodere

E se si mette storto, contorto, sdraiato a metà, o con i piedi sul soffitto…
è perché così si sente meglio. Così si regola. Così sopravvive.


🚶‍♀️ Stare in piedi . più o meno.

(Le posture strane che prendiamo quando siamo costrettə a stare presenti, ma anche un po’ no.)

Rimanere in piedi sembra semplice.
Ma per molte persone autistiche, è un esercizio di equilibrio costante — e non solo fisico.

Quando stai in piedi, il tuo corpo è esposto, allineato, visibile.
Non ci sono appoggi, protezioni, contenimenti.
E per un sistema sensoriale e nervoso già affaticato, è un casino.

Così il corpo si difende come può:

  • spostando il peso su una gamba sola
  • appoggiandosi a pareti, zaini, termosifoni
  • incrociando tutto: caviglie, ginocchia, braccia
  • piegandosi a metà, o assumendo la postura nota come “ma che vuoi dalla mia vita”

E no: non è svogliatezza.
È un modo per:

  • regolare l’energia
  • attivare i muscoli giusti
  • proteggersi
  • non essere troppo presenti nel corpo, mentre si è costrettə a esserlo nella scena

🧍‍♂️ Posture in piedi – Alcuni esempi possibili (ma non tutti, mai tutti)

Le posture neurodivergenti da fermi in piedi sono infinitamente variabili.
Non seguono le linee guida della ginnastica posturale, ma quelle dell’autoregolazione istintiva.

In questa sezione descriviamo alcune tra le più comuni, frequenti o emblematiche.
Non per definire, ma per riconoscere.

Ce ne sono mille altre -siamo molto creativi- e tutte, anche quelle che non nomineremo, sono valide se ti aiutano a stare nel mondo senza crollare.

Alcuni esempi ( mi ci sono divertita)

NomeDescrizione Funzione sensorialeFrase guida
Il FenicotteroIn piedi su una gamba sola, alternando il pesoScarico del carico corporeo, stim propriocezione“Sto in piedi, ma non tutta.”
La Statua SpezzataUn piede su sedia, termosifone o zainoStimolo muscolare concentrato, senso di contatto“Se ho un punto d’appoggio, non crollo.”
Il Nodo VerticaleCaviglie incrociate, braccia chiuse, spalle in suAutocontenimento, difesa sociale“Non occupo spazio. Mi contengo.”
Il Tronco FloscioSpalle curve, busto piegato in avanti, mani in tascaDissociazione soft, minore esposizione“Sono qui, ma con riserva.”
La Tenda UmanaMani sulla fronte o sulla testa, piedi larghiBlocco sensoriale visivo + grounding“La luce mi trapassa. Mi faccio ombra da sola.”
Il Cuneo d’AngoloCorpo spinto in un angolo, spalle al muroSicurezza ambientale, stim statico, controllo dello spazio“Non posso essere attaccatə da dietro.”
La Pressa PlantareUn piede sull’altro, che lo schiaccia con forzaPressione profonda, centratura, inibizione motoria“Se premo bene col piede, almeno una parte di me resta qui.”

🪑 Sedutə, ma mai come dicono loro

(Le posizioni assurde che il corpo autistico assume quando si siede… e respira finalmente)

llustrazione in stile anime realistico raffigurante un ragazzo dai capelli neri lunghi, seduto su una sedia di legno in una stanza calda e accogliente. Indossa una felpa nera con cappuccio e pantaloni scuri. È seduto in modo non convenzionale: una gamba piegata sotto il corpo, l’altra rilassata, i piedi nudi. L’espressione è concentrata, quasi pensierosa. Sullo sfondo, una libreria, una scrivania con pianta e lampada accesa creano un’atmosfera intima e domestica.

C’è chi si siede dritto, con i piedi per terra e le mani composte.
E poi ci siamo noi.
Che pieghiamo una gamba sotto il sedere, appoggiamo l’altra sul tavolo, ci accoccoliamo come un riccio oppure ci svacchiamo a metà tra “sto ascoltando” e “sto partendo per un altro pianeta”.

E no, di nuovo: non è per pigrizia.
È che il corpo ha bisogno di sentirsi giusto per pensare bene.
Di trovare un equilibrio tutto suo, spesso fatto di incastri improbabili, pressioni strane, contenimenti asimmetrici.

Queste posture servono a:

  • dare stimolo sensoriale e propriocezione
  • creare contatto, contorno, confine
  • ridurre l’esposizione (sociale, visiva, uditiva)
  • mantenere la concentrazione, regolarsi, pensare

E anche se a scuola ci dicevano “stai composta”, il nostro corpo rispondeva:

“Mi compongo a modo mio. A spirale, magari. Ma mi compongo.”

🪑 Posture neurodivergenti da seduti

Alcuni esempi ( mi ci sono divertita. Di nuovo)

NomeDescrizioneFunzione sensorialeFrase guida
L di Death NoteIn squat sulla sedia, ginocchia al petto, piedi sul sedileFocus estremo, stim profondo, protezione“Sto pensando così forte che ho bisogno di stare in verticale con la mente.”
Il Nodo PretzelGamba sotto il sedere, braccio aggrovigliato intorno, busto stortoContenimento + regolazione asimmetrica“Se mi annodo, mi centro.”
Il Gomitolo Silenzioso™Ginocchia al petto, mento sulle gambe, posizione compattaRiduzione dell’input, autoregolazione profonda“Mi riduco per restare.”
La Mezza SdraioSchienə scivolatə in basso, bacino in avanti, corpo floscioDissociazione soft, rilascio“Così almeno non sento tutto.”
Il Gatto sulla LibreriaAppollaiatə sul bracciolo o su un bordo, corpo stortoSeeking vestibolare, controllo laterale“Da qui controllo tutto. Anche me stessə.”
La Posizione a SpinaGamba sulla sedia, busto piegato in avanti sopra il ginocchioStimolazione profonda, scarico emotivo“Penso meglio quando mi piego.”
La Virgola EleganteGambe piegate lateralmente, caviglie incrociate, busto morbidoContenimento asimmetrico, equilibrio emotivo sottile“Mi metto di lato, ma non scappo.”

🛋️ Sdraiarsi per non sparire

(Le posizioni che il corpo sceglie quando non ce la fa più a stare seduto — o presente.)

Ci sono momenti in cui stare seduti è già troppo.
Quando ogni muscolo ha bisogno di cedere.
Quando la mente rimbomba.
Quando il mondo si appiccica addosso e il corpo ha solo una richiesta:
abbassare il volume di tutto.

Allora ci sdraiamo.
Ma non come nei manuali di stretching.
Ci sdraiamo come serve.

Sul divano con i piedi sulla spalliera.
Con una gamba fuori dal letto, sempre la stessa.
Sollevata contro il muro.
Avvolti come burritos.
A forma di stella.
In diagonale, svuotati.
Con un cuscino sulla testa, o con tutto il corpo sotto tranne il naso.

È regolazione somatica avanzata.
È il corpo che dice:

“Se vuoi che io continui a funzionare… devo sdraiarmi un attimo. Così. In questo modo preciso.”


🛏️ Posture neurodivergenti da sdraiati

NomeDescrizione Funzione sensorialeFrase guida
La Trave RespiratoriaGambe in alto contro parete o soffitto, sdraiata a letto o sul divanoRaffreddamento dei piedi, contatto solido, inversione sensoriale“Appoggio i piedi al soffitto per non perdermi in me stessa.”
Il Burrito SensorialeCorpo completamente avvolto da coperta o lenzuoloPressione profonda, contenimento, protezione“Se mi avvolgo bene, sparisco ma resto viva.”
La Stella MarinaDistesə a pancia in su, braccia e gambe spalancateScarico completo, reset corporeo, decompressione“Ho bisogno di non toccare niente. Nemmeno me stessa.”
Il Caduto Senza RitornoCorpo abbandonato in diagonale, scomposto e svuotatoDissociazione, mancanza di tono, post-crisi“Non mi sono sdraiatə. Mi sono lasciatə cadere.”
La Tana da PavimentoSdraiata a terra accanto a un mobile o a una pareteGrounding, sicurezza ambientale, contenimento sensoriale“Il pavimento non si muove. Io neanche.”
Il Mezzobusto DissociatoParte superiore del corpo afflosciata, gambe ancora attiveDissociazione parziale, transizione mente-corpo“Il corpo si è arreso, ma la mente ha ancora due pensieri da finire.”
Il Tetto del Sistema NervosoCorpo disteso sotto una coperta ponderata o pesantePressione profonda, coerenza corporea, quiete interna“Il peso mi tiene insieme. Così non devo farlo io.”
Il Cuscino Contro il Rumore del MondoCuscino sopra la testa invece che sottoBlocco uditivo e visivo, oscuramento sicuro“Se chiudo fuori il rumore, posso rientrare dentro me.”
Il Solo NasoTutto il corpo sotto le coperte, tranne il nasoMassimo contenimento con minimo contatto“Solo il naso respira. Il resto si protegge.”

🌙 Dormire strambə per dormire bene

(Le posizioni che il corpo prende di notte per sentirsi al sicuro, reale, intero.)

Illustrazione in stile anime semi-realistico. Un ragazzo con capelli neri arruffati dorme su un letto semplice, coperto da lenzuola chiare. È sdraiato su un fianco, con le mani piegate sotto il mento e una gamba scoperta che esce fuori dalle coperte. La luce calda del giorno entra da una finestra laterale, creando un’atmosfera calma e intima. Il corpo è rannicchiato, la posizione esprime protezione e rilascio.

Stare sdraiati è un compromesso.
Dormire, invece, è un atto di fiducia.
E chi ha imparato a proteggersi anche di notte, dorme in posizioni che raccontano storie intere.

Le persone neurodivergenti, spesso, non riescono a cedere facilmente al sonno.
Anche quando sono sdraiate da ore.
Anche quando sembrano tranquille.

Perché il corpo è ancora in allerta.
I sensi funzionano.
La mente gira.
E il corpo, per dormire davvero, deve costruirsi un nido, un perimetro, una tana.

Così nascono le posture notturne più strane:

  • mani sotto il mento
  • coperte fino al naso
  • piedi fuori dal letto
  • spalle contro la parete
  • corpo in diagonale con i cani ai piedi
  • cuscini sulla testa
  • posizioni che sembrano assurde, ma salvano.

Sono sistemi di sicurezza notturni, creati da dentro.
E anche se nessuno ce li ha insegnati, il corpo ha saputo da solo cosa fare per riuscire a dormire.


💤 Posture neurodivergenti per dormire

NomeDescrizioneFunzione sensorialeFrase guida
La Preghiera dei PolsiMani piegate sotto il mento, tra collo e golaPressione profonda, protezione, contenimento del torace alto“Se tengo le mani lì, tengo anche me.”
Tuttə Copertə per i LadriCorpo completamente coperto fino al mento o agli occhiProtezione simbolica, sicurezza, invisibilità volontaria“Se non mi vedono, non mi prendono.”
La Gamba del ClimaDormire con una gamba fuori dalle coperteRegolazione termica, contatto ambientale, apertura calibrata“Se lascio uscire la gamba, mi rientra il respiro.”
Il Nodo RiccioDormire rannicchiatə su un fianco, in posizione fetaleContenimento, protezione del ventre e del cuore, stim profondo“Mi chiudo per riposare.”
I Cani ai PiediDormire di traverso, coi piedi appoggiati a un cane (o due)Radicamento affettivo, regolazione animale, confine vivo“Se loro sono lì, io posso dormire.”
Il Cuscino sulla TestaDormire con un cuscino sopra la testaBlocco uditivo, oscuramento, stim calmante“Se chiudo fuori il mondo, posso lasciarmi andare.”
Il Solo NasoCorpo completamente coperto, tranne un piccolo spazio per respirareMassimo contenimento con minimo scambio“Solo il naso respira. Il resto si protegge.”

⚠️ Posture geniali, ma non sempre innocue

(I rischi per la salute che vale la pena conoscere – senza sensi di colpa)

Le posture strambe di cui abbiamo parlato finora non sono sbagliate.
Sono strategie, adattamenti, linguaggi del corpo.
Ma come ogni strategia ripetuta senza variazioni, possono nel tempo creare anche disagi fisici.

Ecco alcuni dei rischi più comuni (e come riconoscerli):


🦴 Dolori muscolari e articolari

Posture ripetitive o asimmetriche (come stare sempre in piedi su una sola gamba, o schiacciare sempre lo stesso piede) possono causare:

  • tensione alle anche, alle ginocchia o alla colonna
  • infiammazioni ai piedi o alle spalle
  • rigidità muscolare cronica

Come riconoscerlo: ti svegli già dolorante, hai fastidio localizzato in una parte che “usa troppo” la tua postura preferita.


🧠 Mal di testa posturali

Stare con la testa piegata troppo a lungo, o contrarre le spalle, può generare:

  • cefalee da tensione
  • dolori cervicali
  • disturbi visivi o vertigini

Esempio: dormire con i polsi piegati sotto il mento → tensione alla mandibola, collo contratto → emicrania al risveglio.


🩻 Disturbi circolatori

Gambe accavallate per ore, piedi schiacciati, peso sbilanciato sempre da un lato possono:

  • ostacolare la circolazione venosa
  • causare formicolii, crampi o gonfiori
  • aumentare il rischio di piccole infiammazioni localizzate

🖐️ Comprimere nervi e tendini
  • Dormire con mani e polsi piegati può infiammare il nervo mediano → sindrome del tunnel carpale
  • Stare sedutə con le gambe troppo chiuse o rannicchiate può irritare il nervo sciatico

❤️ Quindi? Che si fa?

Non si tratta di correggere tutto, né di tornare “dritti e composti”.
Ma di ascoltare il corpo quando ha mal di schiena, o ti dice che è stanco di stare sempre in quella posizione.
Allora puoi:

  • alternare posture diverse (anche altrettanto strane, ma che “compensano”)
  • usare cuscini, poggiapiedi, supporti morbidi
  • fare stretching: quello che non ti rimette in linea, ma ti scioglie

E soprattutto:

Se una postura ti salva la mente ma ti affatica il corpo, la risposta non è rinunciare.
È prenderti cura di entrambi.

📋 Cose da monitorare ( ma in box)

Se usi spesso posture non convenzionali per stare meglio, tieni d’occhio questi segnali:

SegnalePossibile causaCosa puoi fare
Dolore persistente in una zona specificaSovraccarico muscolare o articolareCambia lato, usa supporti, sciogli i muscoli con dolcezza
Formicolii o intorpidimentoCompressione di nervi o vasi sanguigniSgranchisci, cambia posizione, alleggerisci la pressione
Crampi notturni o spasmi muscolariAffaticamento da postura rigida o contrattaIdratazione, stretching morbido prima di dormire
Mal di testa ricorrenti o cervicaleTensione da postura statica (es. collo piegato)Usa un cuscino più adatto, cerca di variare più spesso
Sensazione di “non riuscire più a cambiare posizione”Il corpo è rimasto troppo a lungo fermo in un assetto protettivoPrenditi tempo per “uscire” da quella postura con gentilezza

Il tuo corpo ti protegge, ma ogni tanto anche lui ha bisogno di una carezza

🧷 Non è disordine. È intelligenza incarnata.

(Conclusione per corpi stanchi, creativi, neurodivergenti.)

Le posture neurodivergenti non sono stranezze da correggere.
Sono strategie di sopravvivenza somatica.
Modi in cui il corpo cerca pressione, tregua, contenimento, stimolo, sicurezza.
Anche se lo fa storto.
Anche se lo fa in diagonale, con una gamba fuori e la faccia nel cuscino.

A volte ci aiutano a dormire.
A volte ci salvano dalla crisi.
A volte ci permettono di pensare.
A volte, semplicemente, non ci fanno sparire.

Non c’è una posizione giusta.
C’è solo quella che ti fa sentire un po’ più interə.

per approfondire

Ecco alcuni studi e risorse affidabili sulle posture e sul controllo motorio nell’autismo, se vuoi approfondire dopo aver letto l’articolo.

Articolo 2024: Dynamical complexity of postural control system in autismJournal of NeuroEngineering and Rehabilitation, 2024

Studio 2024: Locomotion and Postural Control in Young Adults with ASDFrontiers in Psychology – PMC, 2024

Ricerca 2025: Postural Differences in Speaking vs Non-Speaking Children with ASDJournal of Autism and Developmental Disorders – PMC, 2025

Analisi 2025: Variabilità posturale in adulti autistici (Wiley)Autism Research, 2025

Risorse divulgative: Autistic children and motor skillsNational Autistic Society

Studi su bambini piccoli: Head movements and postural control in toddlersScientific Reports (Nature), 2018

Approccio sensoriale: neurodiversity through sensory lensSensory Health

✍️ Nota dell’autrice

Questo articolo fa parte del Manuale Punk per Autistici, un progetto che sto costruendo da dentro:
da un corpo neurodivergente,
da un ascolto quotidiano
e da strategie costruite sul campo,
da un bisogno di cura che non vuole diventare correzione.

In questo manuale, punk significa:

– proteggersi senza chiedere scusa
– costruire strategie fuori norma
– resistere anche con un cioccolatino in tasca
– legittimare la stanchezza, il silenzio, la fuga
– e trovare parole che non ti chiedano di essere migliore,
ma più interə