Guida alle posizioni incomprensibili (ma funzionali) del corpo neurodivergente
di Francesca Mela

Molte persone autistiche hanno una caratteristica che salta all’occhio e che non smette mai di sorprendere chi guarda da fuori:
stanno in posizioni strane.
Quando dormono, quando pensano, quando aspettano il treno o stanno seduti a scuola.
Il corpo autistico non sempre riesce a stare nei canoni della postura “neutra”, “corretta”, “funzionale”.
Perché neutro non vuol dire nulla, purtroppo, se il sistema nervoso è troppo attivato, o troppo disconnesso, o troppo tutto. (e abbiamo visto quanto succede quotidianamente)
Allora si adatta. Trova un angolo in cui si sente vivo.
Trova una posizione che dà pressione, sollievo, contorno, respiro.
Stanno rannicchiatə con un piede sotto il sedere.
Hanno le mani sotto il mento, le ginocchia contro la bocca o le gambe in verticale appoggiate alla parete -o, nel mio caso, il soffitto, perchè dormo in un sottotetto-.
Siedono con il bacino di traverso, o si sdraiano per terra senza preavviso. È per regolarsi.
Io ho posizioni strambe per ogni occasione e per me hanno la funzione di rendermi presente. Ci sono. Connessa. Perché spesso siamo solo orientati altrove.
A chi guarda da fuori può sembrare solo una stramberia posturale.
Ma per chi la vive, quella posizione può fare la differenza tra il panico e la calma.
Tra il DEFCON 1 e la sopravvivenza.
🔬 Cosa c’è dietro le posture “strane” degli autistici?

Stare in piedi, seduti, sdraiati.
Sembra facile. Sembra automatico.
Ma per molte persone autistiche, la postura è una forma attiva di autoregolazione, perché il corpo è sottoposto a una valanga di stimoli, dentro e fuori.
E non sempre riesce a “stare composto” mentre regge tutto questo.
Per capire perché certe posizioni ci salvano, bisogna guardare cosa succede dentro.
[Prima di proseguire nella lettura: ci sono diversi modi in cui siamo fatti, diciamo che sono le basi da cui partiamo. ma non siamo sempre uguali a noi stessi. Cambiamo, anche nell’arco di una giornata, di un’ora. Ci sono momenti in cui lo stress, l’allegria, la rabbia, un suono, un ricordo, una consistenza etc. cambiano il modo in cui percepiamo e processiamo. E conta anche ovviamente dove siamo, cosa stiamo facendo, l’umore, lo stato di salute etc.
Esempio: io ho sempre questo problema per cui se guardo in alto mi vengono le vertigini e rischio di perdere i sensi, ma solo a volte, quando sono più sotto stress, gli odori mi colpiscono di più. Quando sono malata non sento quasi nulla.]
1. Il sistema vestibolare
(quello che ti dice se stai in piedi, a testa in giù, o sul punto di cadere – anche se non ti muovi)
Il sistema vestibolare è una rete di sensori interni, situati nell’orecchio interno, che serve a dirci:
- dove siamo nello spazio
- se siamo in equilibrio
- se ci stiamo muovendo o stiamo fermi
- e quanto il nostro corpo è inclinato, anche solo di pochi gradi
Nelle persone autistiche, questo sistema può essere alterato o altamente sensibile, portando a risposte posturali poco comprensibili da fuori — ma perfettamente logiche dal punto di vista del corpo.
🌀 Quando è ipersensibile
Il sistema vestibolare percepisce ogni minimo spostamento come eccessivo o instabile.
Risultato:
- vertigini anche da fermi
- fatica a guardare in alto o in basso senza perdere l’orientamento
- disagio su scale, autobus, tappeti mobili, barche
- bisogno di stare attaccatə a qualcosa, o in posizioni molto “basse” (accovacciatə, rannicchiatə, sedutə per terra)
🪁 Quando è iposensibile
Il corpo non percepisce abbastanza il movimento.
Per sentirsi, ha bisogno di:
- dondolarsi
- sbilanciarsi
- muoversi da una posizione all’altra continuamente
- fare gesti ripetitivi (saltare, ruotarsi, oscillare)
Spesso questo porta a:
- posture in continua variazione
- posizione “stramba” come strategia per ricordarsi dov’è il corpo
🎛️ Quando è disregolato
Il sistema vestibolare oscilla tra iper e ipo-sensibilità.
A volte tutto gira, a volte non si sente nulla.
Il corpo risponde cambiando spesso posizione —
non per noia o agitazione, ma per compensare.
Questo può generare:
- posture “non sostenibili” mantenute troppo a lungo
- bisogno di ancorarsi a oggetti (pareti, angoli, mobili)
- ricerca continua del “punto giusto” che cambia ogni dieci minuti
🧭 In sintesi:
Il sistema vestibolare è una specie di livella interna.
Quando è disallineata, il corpo si muove o si storce per trovare l’equilibrio.
Non è mancanza di disciplina.
È il tentativo di non cadere — anche quando nessuno ti vede vacillare.
2. La propriocezione
(Il senso dimenticato che ti dice dove sono le ginocchia mentre parli di tutt’altro.)
La propriocezione è il senso interno che permette di percepire la posizione e il movimento del proprio corpo nello spazio, anche a occhi chiusi.
È quello che ti fa sapere:
- se le tue braccia sono alzate o abbassate
- se stai sedutə dritta o storta
- dove sono i piedi quando non li guardi
- e quanto stai premendo col piede sull’altro
In molte persone autistiche, la propriocezione è alterata: può essere poco percepita, troppo intensa o mal distribuita.
Il risultato è che il corpo si regola attraverso le posture — e lo fa in modo creativo.
qui uso “propriocezione” come un grande scatolone. Dentro ci mettiamo anche altri sensi come:
-
Cinestesia (movimento)
Segnala: se e come ti stai muovendo.
Posture tipiche: dondolarsi, oscillare, muovere le gambe da sedutə, camminare avanti e indietro. -
Senso articolare
Segnala: la posizione delle articolazioni (se il ginocchio è piegato, se il braccio è alzato).
Posture tipiche: annodarsi, piegarsi in modo estremo, tenere arti in posizioni “strane” per sentirli meglio. -
Forza muscolare
Segnala: quanta forza stai usando nei movimenti.
Posture tipiche: rigidità (tensione eccessiva), posture “molli” e afflosciate, bisogno di premere forte contro superfici. -
Pressione profonda
Segnala: la sensazione di contenimento data da contatto e peso.
Posture tipiche: sedersi sulle mani, stringere gambe e braccia, rannicchiarsi, appoggiarsi a muri o oggetti. -
Equilibrio statico (propriocezione + vestibolare insieme)
Segnala: la capacità di stare fermə in una posizione.
Posture tipiche: cambiare continuamente appoggio, stare in pose asimmetriche, cercare punti di contatto per stabilizzarsi.
🌫️ Quando è ipo-percepita
Le informazioni sulla posizione del corpo arrivano poco o in ritardo.
Allora il corpo:
- cerca pressioni forti per “sentirsi”: sedersi sulle mani, stringere le gambe, tenere i polsi sotto al mento
- assume posture che creano attrito o contatto costante con superfici
- si annoda, si incastra, si rannicchia → per sapere che c’è
🔊 Quando è ipersensibile
Ogni piccolo movimento viene percepito in modo troppo intenso.
Il corpo reagisce irrigidendosi o bloccandosi:
- sta fermo in posture che sembrano innaturali ma servono a “difendersi”
- evita i movimenti fluidi → preferisce posizioni statiche e raccolte
- sente disagio se non ha il corpo “sotto controllo”
🔄 Quando è disregolata
Ci sono parti del corpo che si sentono troppo, altre quasi per niente.
Il corpo allora:
- adotta posture asimmetriche (una gamba piegata, l’altra no)
- cambia spesso appoggio o posizione, cercando un equilibrio che cambia
- cerca anelli chiusi: incrocia caviglie, stringe braccia, chiude il corpo intorno a sé
📍 In sintesi:
In sintesi: la propriocezione è una mappa interna. Se è sfocata o troppo rumorosa, il corpo inventa posture creative per ritrovarsi.
3. L’interocezione
(Il senso che ti dice cosa succede dentro il corpo – e a volte tace, a volte urla.)
L’interocezione è il sistema che raccoglie i segnali interni: fame, sete, dolore, bisogno di andare in bagno, caldo, freddo, battito, respiro.
È ciò che ti permette di sapere “ho sete” o “mi fa male la pancia” senza doverci pensare troppo.
qui uso “interocezione” come un grande scatolone. Dentro ci mettiamo anche altri sensi interni come:
– Nocicezione (dolore)
Segnala: dolori interni, crampi, mal di testa, botte.
Posture tipiche: rannicchiarsi, tenersi la pancia, comprimere con cuscini, piegarsi in avanti.
– Termocezione (caldo/freddo)
Segnala: temperatura interna ed esterna.
Posture tipiche: una gamba fuori dalle coperte, avvolgersi come burrito, sdraiarsi sul pavimento fresco.
– Sensibilità viscerale
Segnala: pienezza di stomaco, bisogno di urinare, nausea.
Posture tipiche: piegarsi, premere le mani sulla pancia, stare accovacciatə.
– Cardiocezione
Segnala: battito cardiaco (forte, veloce, irregolare).
Posture tipiche: portarsi le mani al petto, stringersi in posture contenitive, sdraiarsi a terra per “abbassare il ritmo”.
– Respirazione
Segnala: fame d’aria, oppressione, ritmo irregolare.
Posture tipiche: sedersi piegatə in avanti, mani dietro la nuca, sdraiarsi a pancia in su con braccia aperte.
– Osmorecezione
Segnala: sete, disidratazione, squilibrio dei fluidi.
Posture tipiche: leccarsi le labbra, posture languide o afflosciate, ricerca di contatto freddo.
– Chemiocezione interna
Segnala: variazioni di zuccheri o ossigeno (energia/stanchezza).
Posture tipiche: sdraiarsi di colpo, “posizioni da crollo”, stare appoggiatə per non cedere.
Insomma, non è un solo “senso”, ma un sistema di sensi interni che lavorano insieme.
🌫️ Quando è ipo-percepita
I segnali interni arrivano poco o in ritardo. Non ti accorgi di avere sete, fame o dolore.
Allora il corpo:
- si rannicchia o si stringe per “dirlo” al posto tuo
- comprime la pancia o il petto con mani, braccia, cuscini
- assume posture protettive senza motivo apparente → in realtà sta segnalando un bisogno
🔊 Quando è ipersensibile
Ogni segnale viene percepito in modo amplificato: la fame brucia, il battito rimbomba, il dolore diventa enorme.
Il corpo allora:
- si chiude in posture compatte (abbracciarsi, ginocchia al petto)
- cerca superfici dure o cuscini per premere e contenere
- si sdraia improvvisamente → spegnere il “rumore interno”
🔄 Quando è disregolata
A volte niente, a volte troppo. I segnali oscillano senza logica apparente.
Il corpo allora:
- cambia posizione di continuo, apparentemente senza motivo
- alterna chiusura e apertura, come se non trovasse mai pace
- si stringe o si piega di colpo → il corpo sapeva già che qualcosa non andava
📍 In sintesi:
L’interocezione è la voce interna del corpo.
Se parla troppo piano, troppo forte o in modo confuso, il corpo traduce quei segnali in posture strambe.
Da fuori sembrano goffaggini, da dentro sono strategie di sopravvivenza.
🪁 4. Il tono muscolare
(Quando i muscoli non fanno il loro mestiere da soli e il corpo deve inventarsi qualcosa.)
Il tono muscolare è la tensione di base che i muscoli mantengono anche a riposo, per permetterti di:
- stare sedutə senza scivolare
- tenere la testa su senza pensarci
- restare in piedi senza oscillare come un filo di grano al vento
In molte persone autistiche, il tono muscolare non è stabile.
Fluttua. O non si attiva nel modo giusto.
E allora il corpo non si “regge da solo”.
Oppure si irrigidisce troppo.
Risultato? Posture apparentemente assurde, che in realtà sono tentativi di trovare una tenuta.
🫠 Quando è ipotono (tono troppo basso)
I muscoli sono troppo rilassati.
Il corpo si affloscia, si piega, si sdraia, si scioglie.
Mantenere una posizione “corretta” richiede una fatica enorme.
Come se ogni volta che ti siedi dovessi tenerti in piedi dentro.
Tipiche posture:
- seduti a “mezza sdraio”
- busto appoggiato sul banco
- testa sulle braccia
- sdraiati senza forza né intenzione
🪨 Quando è ipertono (tono troppo alto)
I muscoli sono costantemente in tensione.
Anche da fermi. Anche mentre si cerca di dormire.
Il corpo si chiude, si irrigidisce, si comprime.
Come se si preparasse a qualcosa di minaccioso anche nel silenzio.
Tipiche posture:
- gambe serrate, braccia incrociate, spalle alzate
- mandibola contratta
- postura “in difesa”, come se si dovesse sopportare qualcosa
🌊 Quando il tono è instabile (fluttuante)
Il tono cambia continuamente, da troppo poco a troppo.
Il corpo non sa mai come stare, quindi continua a spostarsi.
Posture che si modificano ogni due minuti.
Posizioni strane che sembrano instabili ma sono le uniche sostenibili.
🧷 In sintesi:
Il tono muscolare è il sostegno invisibile.
Quando non c’è, o è troppo, il corpo lo rimpiazza con strategie sue: si scompone, si rannicchia, si appoggia, si tende. Ma non si arrende (mi piaceva la rima)
🧠 5. Sovraccarico cognitivo e corpo che cede
(Quando la mente è troppo occupata per occuparsi anche della postura.)
Il corpo e la mente non lavorano separati.
Quando il cervello è impegnato a decodificare, controllare, trattenere, adattarsi…
il corpo passa in secondo piano.
Diventa una specie di backstage di cui ci si accorge solo quando cala il sipario.
🔥 Cosa succede nel cervello:
In molte persone autistiche, anche una situazione “normale” comporta:
- decodificare segnali sociali (tono di voce, espressioni, sottintesi)
- inibire comportamenti spontanei (stim, suoni, gesti)
- monitorare il proprio comportamento (“sto facendo una faccia strana?”, “sono troppo invadente?”)
- gestire la sensibilità sensoriale (luci, rumori, odori, temperatura)
- evitare il panico o il meltdown
Insomma, funziona tutto a pieno regime.
E quando il cervello è troppo occupato a stare al mondo, non resta energia per stare anche “composti”.
💺 E cosa fa il corpo?
Il corpo fa quello che può…
Cede.
Si rilassa a metà.
Si appoggia a caso.
Si rannicchia.
Si accascia.
Assume posture apparentemente disordinate, ma perfettamente sensate in quel momento.
🌀 Tipici segnali:
- sedersi storti mentre si parla (perché stai “reggendo” la conversazione)
- sdraiarsi in posizioni inconsuete dopo una giornata sociale
- cercare pareti, spigoli, supporti per scaricare
- non rendersi conto della postura finché qualcuno non la fa notare
🧠 In sintesi:
La postura neurodivergente non è distrazione.
È una redistribuzione dell’energia mentale.
Il corpo cede perché sta aiutando la mente a reggere.
E quando entrambi sono allo stremo, si sdraiano insieme. Come possono.
Insomma, non è una questione di educazione o di impegno.
È una strategia neurofisiologica.
Il corpo cerca:
- pressione profonda
- contenimento
- scarico
- protezione
- oppure un modo per non esplodere
E se si mette storto, contorto, sdraiato a metà, o con i piedi sul soffitto…
è perché così si sente meglio. Così si regola. Così sopravvive.
🚶♀️ Stare in piedi . più o meno.
(Le posture strane che prendiamo quando siamo costrettə a stare presenti, ma anche un po’ no.)
Rimanere in piedi sembra semplice.
Ma per molte persone autistiche, è un esercizio di equilibrio costante — e non solo fisico.
Quando stai in piedi, il tuo corpo è esposto, allineato, visibile.
Non ci sono appoggi, protezioni, contenimenti.
E per un sistema sensoriale e nervoso già affaticato, è un casino.
Così il corpo si difende come può:
- spostando il peso su una gamba sola
- appoggiandosi a pareti, zaini, termosifoni
- incrociando tutto: caviglie, ginocchia, braccia
- piegandosi a metà, o assumendo la postura nota come “ma che vuoi dalla mia vita”
E no: non è svogliatezza.
È un modo per:
- regolare l’energia
- attivare i muscoli giusti
- proteggersi
- non essere troppo presenti nel corpo, mentre si è costrettə a esserlo nella scena
🧍♂️ Posture in piedi – Alcuni esempi possibili (ma non tutti, mai tutti)
Le posture neurodivergenti da fermi in piedi sono infinitamente variabili.
Non seguono le linee guida della ginnastica posturale, ma quelle dell’autoregolazione istintiva.
In questa sezione descriviamo alcune tra le più comuni, frequenti o emblematiche.
Non per definire, ma per riconoscere.
Ce ne sono mille altre -siamo molto creativi- e tutte, anche quelle che non nomineremo, sono valide se ti aiutano a stare nel mondo senza crollare.
Alcuni esempi ( mi ci sono divertita)
| Nome | Descrizione | Funzione sensoriale | Frase guida |
|---|---|---|---|
| Il Fenicottero | In piedi su una gamba sola, alternando il peso | Scarico del carico corporeo, stim propriocezione | “Sto in piedi, ma non tutta.” |
| La Statua Spezzata | Un piede su sedia, termosifone o zaino | Stimolo muscolare concentrato, senso di contatto | “Se ho un punto d’appoggio, non crollo.” |
| Il Nodo Verticale | Caviglie incrociate, braccia chiuse, spalle in su | Autocontenimento, difesa sociale | “Non occupo spazio. Mi contengo.” |
| Il Tronco Floscio | Spalle curve, busto piegato in avanti, mani in tasca | Dissociazione soft, minore esposizione | “Sono qui, ma con riserva.” |
| La Tenda Umana | Mani sulla fronte o sulla testa, piedi larghi | Blocco sensoriale visivo + grounding | “La luce mi trapassa. Mi faccio ombra da sola.” |
| Il Cuneo d’Angolo | Corpo spinto in un angolo, spalle al muro | Sicurezza ambientale, stim statico, controllo dello spazio | “Non posso essere attaccatə da dietro.” |
| La Pressa Plantare | Un piede sull’altro, che lo schiaccia con forza | Pressione profonda, centratura, inibizione motoria | “Se premo bene col piede, almeno una parte di me resta qui.” |
🪑 Sedutə, ma mai come dicono loro
(Le posizioni assurde che il corpo autistico assume quando si siede… e respira finalmente)

C’è chi si siede dritto, con i piedi per terra e le mani composte.
E poi ci siamo noi.
Che pieghiamo una gamba sotto il sedere, appoggiamo l’altra sul tavolo, ci accoccoliamo come un riccio oppure ci svacchiamo a metà tra “sto ascoltando” e “sto partendo per un altro pianeta”.
E no, di nuovo: non è per pigrizia.
È che il corpo ha bisogno di sentirsi giusto per pensare bene.
Di trovare un equilibrio tutto suo, spesso fatto di incastri improbabili, pressioni strane, contenimenti asimmetrici.
Queste posture servono a:
- dare stimolo sensoriale e propriocezione
- creare contatto, contorno, confine
- ridurre l’esposizione (sociale, visiva, uditiva)
- mantenere la concentrazione, regolarsi, pensare
E anche se a scuola ci dicevano “stai composta”, il nostro corpo rispondeva:
“Mi compongo a modo mio. A spirale, magari. Ma mi compongo.”
🪑 Posture neurodivergenti da seduti
Alcuni esempi ( mi ci sono divertita. Di nuovo)
| Nome | Descrizione | Funzione sensoriale | Frase guida |
|---|---|---|---|
| L di Death Note | In squat sulla sedia, ginocchia al petto, piedi sul sedile | Focus estremo, stim profondo, protezione | “Sto pensando così forte che ho bisogno di stare in verticale con la mente.” |
| Il Nodo Pretzel | Gamba sotto il sedere, braccio aggrovigliato intorno, busto storto | Contenimento + regolazione asimmetrica | “Se mi annodo, mi centro.” |
| Il Gomitolo Silenzioso™ | Ginocchia al petto, mento sulle gambe, posizione compatta | Riduzione dell’input, autoregolazione profonda | “Mi riduco per restare.” |
| La Mezza Sdraio | Schienə scivolatə in basso, bacino in avanti, corpo floscio | Dissociazione soft, rilascio | “Così almeno non sento tutto.” |
| Il Gatto sulla Libreria | Appollaiatə sul bracciolo o su un bordo, corpo storto | Seeking vestibolare, controllo laterale | “Da qui controllo tutto. Anche me stessə.” |
| La Posizione a Spina | Gamba sulla sedia, busto piegato in avanti sopra il ginocchio | Stimolazione profonda, scarico emotivo | “Penso meglio quando mi piego.” |
| La Virgola Elegante | Gambe piegate lateralmente, caviglie incrociate, busto morbido | Contenimento asimmetrico, equilibrio emotivo sottile | “Mi metto di lato, ma non scappo.” |
🛋️ Sdraiarsi per non sparire
(Le posizioni che il corpo sceglie quando non ce la fa più a stare seduto — o presente.)
Ci sono momenti in cui stare seduti è già troppo.
Quando ogni muscolo ha bisogno di cedere.
Quando la mente rimbomba.
Quando il mondo si appiccica addosso e il corpo ha solo una richiesta:
abbassare il volume di tutto.
Allora ci sdraiamo.
Ma non come nei manuali di stretching.
Ci sdraiamo come serve.
Sul divano con i piedi sulla spalliera.
Con una gamba fuori dal letto, sempre la stessa.
Sollevata contro il muro.
Avvolti come burritos.
A forma di stella.
In diagonale, svuotati.
Con un cuscino sulla testa, o con tutto il corpo sotto tranne il naso.
È regolazione somatica avanzata.
È il corpo che dice:
“Se vuoi che io continui a funzionare… devo sdraiarmi un attimo. Così. In questo modo preciso.”
🛏️ Posture neurodivergenti da sdraiati
| Nome | Descrizione | Funzione sensoriale | Frase guida |
|---|---|---|---|
| La Trave Respiratoria | Gambe in alto contro parete o soffitto, sdraiata a letto o sul divano | Raffreddamento dei piedi, contatto solido, inversione sensoriale | “Appoggio i piedi al soffitto per non perdermi in me stessa.” |
| Il Burrito Sensoriale | Corpo completamente avvolto da coperta o lenzuolo | Pressione profonda, contenimento, protezione | “Se mi avvolgo bene, sparisco ma resto viva.” |
| La Stella Marina | Distesə a pancia in su, braccia e gambe spalancate | Scarico completo, reset corporeo, decompressione | “Ho bisogno di non toccare niente. Nemmeno me stessa.” |
| Il Caduto Senza Ritorno | Corpo abbandonato in diagonale, scomposto e svuotato | Dissociazione, mancanza di tono, post-crisi | “Non mi sono sdraiatə. Mi sono lasciatə cadere.” |
| La Tana da Pavimento | Sdraiata a terra accanto a un mobile o a una parete | Grounding, sicurezza ambientale, contenimento sensoriale | “Il pavimento non si muove. Io neanche.” |
| Il Mezzobusto Dissociato | Parte superiore del corpo afflosciata, gambe ancora attive | Dissociazione parziale, transizione mente-corpo | “Il corpo si è arreso, ma la mente ha ancora due pensieri da finire.” |
| Il Tetto del Sistema Nervoso | Corpo disteso sotto una coperta ponderata o pesante | Pressione profonda, coerenza corporea, quiete interna | “Il peso mi tiene insieme. Così non devo farlo io.” |
| Il Cuscino Contro il Rumore del Mondo | Cuscino sopra la testa invece che sotto | Blocco uditivo e visivo, oscuramento sicuro | “Se chiudo fuori il rumore, posso rientrare dentro me.” |
| Il Solo Naso | Tutto il corpo sotto le coperte, tranne il naso | Massimo contenimento con minimo contatto | “Solo il naso respira. Il resto si protegge.” |
🌙 Dormire strambə per dormire bene
(Le posizioni che il corpo prende di notte per sentirsi al sicuro, reale, intero.)

Stare sdraiati è un compromesso.
Dormire, invece, è un atto di fiducia.
E chi ha imparato a proteggersi anche di notte, dorme in posizioni che raccontano storie intere.
Le persone neurodivergenti, spesso, non riescono a cedere facilmente al sonno.
Anche quando sono sdraiate da ore.
Anche quando sembrano tranquille.
Perché il corpo è ancora in allerta.
I sensi funzionano.
La mente gira.
E il corpo, per dormire davvero, deve costruirsi un nido, un perimetro, una tana.
Così nascono le posture notturne più strane:
- mani sotto il mento
- coperte fino al naso
- piedi fuori dal letto
- spalle contro la parete
- corpo in diagonale con i cani ai piedi
- cuscini sulla testa
- posizioni che sembrano assurde, ma salvano.
Sono sistemi di sicurezza notturni, creati da dentro.
E anche se nessuno ce li ha insegnati, il corpo ha saputo da solo cosa fare per riuscire a dormire.
💤 Posture neurodivergenti per dormire
| Nome | Descrizione | Funzione sensoriale | Frase guida |
|---|---|---|---|
| La Preghiera dei Polsi | Mani piegate sotto il mento, tra collo e gola | Pressione profonda, protezione, contenimento del torace alto | “Se tengo le mani lì, tengo anche me.” |
| Tuttə Copertə per i Ladri | Corpo completamente coperto fino al mento o agli occhi | Protezione simbolica, sicurezza, invisibilità volontaria | “Se non mi vedono, non mi prendono.” |
| La Gamba del Clima | Dormire con una gamba fuori dalle coperte | Regolazione termica, contatto ambientale, apertura calibrata | “Se lascio uscire la gamba, mi rientra il respiro.” |
| Il Nodo Riccio | Dormire rannicchiatə su un fianco, in posizione fetale | Contenimento, protezione del ventre e del cuore, stim profondo | “Mi chiudo per riposare.” |
| I Cani ai Piedi | Dormire di traverso, coi piedi appoggiati a un cane (o due) | Radicamento affettivo, regolazione animale, confine vivo | “Se loro sono lì, io posso dormire.” |
| Il Cuscino sulla Testa | Dormire con un cuscino sopra la testa | Blocco uditivo, oscuramento, stim calmante | “Se chiudo fuori il mondo, posso lasciarmi andare.” |
| Il Solo Naso | Corpo completamente coperto, tranne un piccolo spazio per respirare | Massimo contenimento con minimo scambio | “Solo il naso respira. Il resto si protegge.” |
⚠️ Posture geniali, ma non sempre innocue
(I rischi per la salute che vale la pena conoscere – senza sensi di colpa)
Le posture strambe di cui abbiamo parlato finora non sono sbagliate.
Sono strategie, adattamenti, linguaggi del corpo.
Ma come ogni strategia ripetuta senza variazioni, possono nel tempo creare anche disagi fisici.
Ecco alcuni dei rischi più comuni (e come riconoscerli):
🦴 Dolori muscolari e articolari
Posture ripetitive o asimmetriche (come stare sempre in piedi su una sola gamba, o schiacciare sempre lo stesso piede) possono causare:
- tensione alle anche, alle ginocchia o alla colonna
- infiammazioni ai piedi o alle spalle
- rigidità muscolare cronica
Come riconoscerlo: ti svegli già dolorante, hai fastidio localizzato in una parte che “usa troppo” la tua postura preferita.
🧠 Mal di testa posturali
Stare con la testa piegata troppo a lungo, o contrarre le spalle, può generare:
- cefalee da tensione
- dolori cervicali
- disturbi visivi o vertigini
Esempio: dormire con i polsi piegati sotto il mento → tensione alla mandibola, collo contratto → emicrania al risveglio.
🩻 Disturbi circolatori
Gambe accavallate per ore, piedi schiacciati, peso sbilanciato sempre da un lato possono:
- ostacolare la circolazione venosa
- causare formicolii, crampi o gonfiori
- aumentare il rischio di piccole infiammazioni localizzate
🖐️ Comprimere nervi e tendini
- Dormire con mani e polsi piegati può infiammare il nervo mediano → sindrome del tunnel carpale
- Stare sedutə con le gambe troppo chiuse o rannicchiate può irritare il nervo sciatico
❤️ Quindi? Che si fa?
Non si tratta di correggere tutto, né di tornare “dritti e composti”.
Ma di ascoltare il corpo quando ha mal di schiena, o ti dice che è stanco di stare sempre in quella posizione.
Allora puoi:
- alternare posture diverse (anche altrettanto strane, ma che “compensano”)
- usare cuscini, poggiapiedi, supporti morbidi
- fare stretching: quello che non ti rimette in linea, ma ti scioglie
E soprattutto:
Se una postura ti salva la mente ma ti affatica il corpo, la risposta non è rinunciare.
È prenderti cura di entrambi.
📋 Cose da monitorare ( ma in box)
Se usi spesso posture non convenzionali per stare meglio, tieni d’occhio questi segnali:
| Segnale | Possibile causa | Cosa puoi fare |
|---|---|---|
| Dolore persistente in una zona specifica | Sovraccarico muscolare o articolare | Cambia lato, usa supporti, sciogli i muscoli con dolcezza |
| Formicolii o intorpidimento | Compressione di nervi o vasi sanguigni | Sgranchisci, cambia posizione, alleggerisci la pressione |
| Crampi notturni o spasmi muscolari | Affaticamento da postura rigida o contratta | Idratazione, stretching morbido prima di dormire |
| Mal di testa ricorrenti o cervicale | Tensione da postura statica (es. collo piegato) | Usa un cuscino più adatto, cerca di variare più spesso |
| Sensazione di “non riuscire più a cambiare posizione” | Il corpo è rimasto troppo a lungo fermo in un assetto protettivo | Prenditi tempo per “uscire” da quella postura con gentilezza |
Il tuo corpo ti protegge, ma ogni tanto anche lui ha bisogno di una carezza
🧷 Non è disordine. È intelligenza incarnata.
(Conclusione per corpi stanchi, creativi, neurodivergenti.)
Le posture neurodivergenti non sono stranezze da correggere.
Sono strategie di sopravvivenza somatica.
Modi in cui il corpo cerca pressione, tregua, contenimento, stimolo, sicurezza.
Anche se lo fa storto.
Anche se lo fa in diagonale, con una gamba fuori e la faccia nel cuscino.
A volte ci aiutano a dormire.
A volte ci salvano dalla crisi.
A volte ci permettono di pensare.
A volte, semplicemente, non ci fanno sparire.
Non c’è una posizione giusta.
C’è solo quella che ti fa sentire un po’ più interə.
per approfondire
Ecco alcuni studi e risorse affidabili sulle posture e sul controllo motorio nell’autismo, se vuoi approfondire dopo aver letto l’articolo.
✅ Articolo 2024: Dynamical complexity of postural control system in autism → Journal of NeuroEngineering and Rehabilitation, 2024
✅ Studio 2024: Locomotion and Postural Control in Young Adults with ASD → Frontiers in Psychology – PMC, 2024
✅ Ricerca 2025: Postural Differences in Speaking vs Non-Speaking Children with ASD → Journal of Autism and Developmental Disorders – PMC, 2025
✅ Analisi 2025: Variabilità posturale in adulti autistici (Wiley) → Autism Research, 2025
✅ Risorse divulgative: Autistic children and motor skills → National Autistic Society
✅ Studi su bambini piccoli: Head movements and postural control in toddlers → Scientific Reports (Nature), 2018
✅ Approccio sensoriale: neurodiversity through sensory lens → Sensory Health
✍️ Nota dell’autrice
Questo articolo fa parte del Manuale Punk per Autistici, un progetto che sto costruendo da dentro:
da un corpo neurodivergente,
da un ascolto quotidiano
e da strategie costruite sul campo,
da un bisogno di cura che non vuole diventare correzione.
In questo manuale, punk significa:
– proteggersi senza chiedere scusa
– costruire strategie fuori norma
– resistere anche con un cioccolatino in tasca
– legittimare la stanchezza, il silenzio, la fuga
– e trovare parole che non ti chiedano di essere migliore,
ma più interə




